"Brindisi" da Traviata
Libretto
Sì, sì, un brindisi.
ALFREDO L'estro
non m'arride...
GASTONE E non se' tu maestro?
ALFREDO
(a Violetta)
Vi fia grato?...
VIOLETTA Sì.
ALFREDO (s'alza)
Sì?... L'ho già in cor.
MARCHESE Dunque attenti...
TUTTI Sì, attenti al cantor.
ALFREDO
Libiam ne' lieti calici
che la bellezza infiora,
e la fuggevol ora
s'inebri a voluttà.
Libiam ne' dolci fremiti
che suscita l'amore,
poiché quell'occhio al core
(indicando Violetta)
onnipotente va.
TUTTI Libiamo; amor fra i calici
più caldi baci avrà.
6 / 40 www.librettidopera.itF. M. Piave / G. Verdi, 1853 Atto primo
VIOLETTA
(s'alza)
Tra voi saprò dividere
il tempo mio giocondo;
tutto è follia nel mondo
ciò che non è piacer.
Godiam, fugace e rapido
è il gaudio dell'amore;
è un fior che nasce e muore,
né più si può goder.
TUTTI Godiam... la tazza e il cantico
le notti abbella e il riso;
in questo paradiso
ne scopra il nuovo dì.
VIOLETTA
(ad Alfredo)
La vita è nel tripudio...
ALFREDO
(a Violetta)
Quando non s'ami ancora.
VIOLETTA
(ad Alfredo)
No 'l dite a chi lo ignora...
ALFREDO
(a Violetta)
È il mio destin così.
TUTTI Godiam... la tazza e il cantico
le notti abbella e il riso;
in questo paradiso
ne scopra il nuovo dì.
Don Giovanni - Già la mensa è preparata
Don Giovanni, Leporello e Suonatori. DON GIOVANNI Già la mensa è preparata. (ai suonatori) Voi suonate, amici cari: giacché spendo i miei danari, io mi voglio divertir. (siede a mensa) Leporello, presto in tavola!
LEPORELLO Son prontissimo a servir. (servi portano in tavola. I suonatori cominciano a suonare, e Don Giovanni mangia)
LEPORELLO Bravi! Cosa rara.
DON GIOVANNI Che ti par del bel concerto?
LEPORELLO È conforme al vostro merto. DON GIOVANNI Ah, che piatto saporito!
LEPORELLO (Ah, che barbaro appetito!) Insieme LEPORELLO (Che bocconi da gigante! Mi par proprio di svenir.)
DON GIOVANNI (Nel vedere i miei bocconi gli par proprio di svenir.)
DON GIOVANNI (a Leporello) Piatto!
LEPORELLO Servo. Allegretto
DON GIOVANNI Versa il vino. (Leporello versa il vino nel bicchiere) Eccellente marzimino!
LEPORELLO (Questo pezzo di fagiano piano piano vo' inghiottir.)
DON GIOVANNI (Sta mangiando quel marrano; fingerò di non capir.) Moderato Medesimo organico, ma Corni in si bem.
DON GIOVANNI (lo chiama senza guardarlo) Leporello!
LEPORELLO (risponde con la bocca piena) Padron mio.
DON GIOVANNI Parla schietto, mascalzone! LEPORELLO (sempre mangiando) Non mi lascia una flussione le parole proferir.
DON GIOVANNI Mentre io mangio, fischia un poco.
LEPORELLO Non so far.
DON GIOVANNI (lo guarda, e s'accorge che sta mangiando) Cos'è?
LEPORELLO Scusate. Insieme
LEPORELLO Sì eccellente è il vostro cuoco, che lo volli anch'io provar.
DON GIOVANNI (Sì eccellente è il cuoco mio, che lo volle anch'ei provar.)
Scena sedicesima Don Giovanni, Leporello, Suonatori, Donn'Elvira.
DONN'ELVIRA (entrando affannosa) L'ultima prova dell'amor mio ancor vogl'io fare con te. Più non rammento gl'inganni tuoi: pietade io sento...
DON GIOVANNI E LEPORELLO Cos'è, cos'è? (Don Giovanni si alza in piedi, e accoglie Donn'Elvira ridendo) 58 / 67 www.librettidopera.it L. Da Ponte / W. A. Mozart, 1787 Atto secondo
DONN'ELVIRA (s'inginocchia) Da te non chiede, quest'alma oppressa, della sua fede qualche mercé.
DON GIOVANNI Mi meraviglio! Cosa volete? Se non sorgete non resto in piè. (s'inginocchia davanti a Donn'Elvira, con affettazione. Dopo un po' si alzano entrambi) Insieme DONN'ELVIRA Ah, non deridere gli affanni miei!
LEPORELLO (Quasi da piangere mi fa costei.)
DON GIOVANNI Io te deridere? Cielo! Perché?
DON GIOVANNI (sempre con affettata tenerezza) Che vuoi, mio bene?
DONN'ELVIRA Che vita cangi.
DON GIOVANNI Brava!
DONN'ELVIRA Cor perfido!
DON GIOVANNI Lascia ch'io mangi. E, se ti piace, mangia con me. (torna a sedere, a mangiare ecc.) Insieme
DONN'ELVIRA Réstati, barbaro, nel lezzo immondo: esempio orribile d'iniquità.
LEPORELLO (Se non si muove del suo dolore, di sasso ha il core, o cor non ha.)
DON GIOVANNI (bevendo ecc.) Vivan le femmine! Viva il buon vino! Sostegno e gloria d'umanità!
DONN'ELVIRA (esce, poi rientra mettendo un grido orribile) Ah! (fugge attraverso un'altra porta)
DON GIOVANNI E LEPORELLO Che grido è questo mai! www.librettidopera.it 59 / 67 Atto secondo Don Giovanni
DON GIOVANNI (a Leporello) Va' a veder che cosa è stato.
LEPORELLO (esce e, prima di tornare, mette un grido ancor più forte) Ah!
DON GIOVANNI Che grido indiavolato! Leporello che cos'è? Molto Allegro Medesimo organico, ma Corni in fa.
LEPORELLO (entra spaventato e chiude l'uscio) Ah!... signor... per carità... non andate fuor... di qua... L'uom... di... sasso... l'uomo... bianco... Ah, padrone! Io gelo... io... manco... se vedeste... che... figura... se... sentiste... come... fa: (imitando i passi della statua) ta, ta, ta, ta.
DON GIOVANNI Non capisco niente affatto.
LEPORELLO Ta, ta, ta, ta...
DON GIOVANNI Tu sei matto in verità. (si sente battere alla porta)
LEPORELLO Ah! sentite!
DON GIOVANNI Qualcun batte: apri!
LEPORELLO Io tremo...
DON GIOVANNI Apri, ti dico!
LEPORELLO Ah!
DON GIOVANNI Apri!
LEPORELLO Ah!...
DON GIOVANNI Matto! Per togliermi d'intrico, ad aprir io stesso andrò. (piglia il lume e va ad aprire)
LEPORELLO (Non vo' più veder l'amico: pian pianin m'asconderò.) (si nasconde sotto la tavola)
Cavalleria Rusticana - Viva il vino spumeggiante
Intanto amici, qua, beviamone un bicchiere. (tutti si avvicinano alla tavola dell'osteria e prendono i bicchieri)
TURIDDU Viva il vino spumeggiante nel bicchiere scintillante, come il riso dell'amante mite infonde il giubilo! Viva il vino ch'è sincero che ci allieta ogni pensiero, e che annega l'umor nero, nell'ebbrezza tenera.
CORO Viva il vino spumeggiante nel bicchiere scintillante, come il riso dell'amante mite infonde il giubilo! Viva il vino ch'è sincero che ci allieta ogni pensiero, e che annega l'umor nero, nell'ebbrezza tenera. (si riprende il brindisi)
TURIDDU (a Lola) Ai vostri amori! (beve)
LOLA (a Turiddu) Alla fortuna vostra! (beve) TURIDDU Beviam!
CORO Beviam! Rinnovisi la giostra!
Pappataci da "L'italiana in Algeri" di Rossini
MUSTAFÀ Pappataci! che mai sento!
La ringrazio. Son contento.
Ma di grazia, pappataci
che vuol poi significar?
LINDORO A color che mai non sanno
disgustarsi col bel sesso,
in Italia vien concesso
questo titol singolar.
TADDEO Voi mi deste un nobil posto.
Or ne siete corrisposto.
Kaimakan e pappataci
siamo là: che ve ne par?
MUSTAFÀ L'italiane son cortesi,
nate son per farsi amar.
LINDORO E TADDEO (Se mai torno a' miei paesi
anche questa è da contar.)
MUSTAFÀ Pappataci...
LINDORO È un bell'impiego.
TADDEO Assai facil da imparar.
MUSTAFÀ Ma spiegatemi, vi prego:
pappataci, che ha da far?
LINDORO E TADDEO Fra gli amori e le bellezze,
fra gli scherzi e le carezze
dée dormir, mangiare e bere,
ber, dormir, e poi mangiar.
MUSTAFÀ Bella vita!... oh che piacere!
Io di più non so bramar.
altre fonti/idee